Vantaggi ETF rispetto ai fondi di investimento

GESTIONE ATTIVA O GESTIONE PASSIVA?
Sono da preferire i gli ETF (gestione passiva) o i fondi di investimento (gestione attiva)? Nel tempo la risposta la stanno dando gli investitori, con tassi di crescita dei primi notevolmente più dinamica dei più radicati fondi di investimento.

La massa gestita dai fondi è ancora notevolmente maggiore, ma se le attuali dinamiche di crescita persistono, il divario è destinato ad assottigliarsi velocemente.

etf contro fondi
DIFFERENZE TRA ETF E FONDI
Differenze che nel tempo andranno anche a sfumare, visto che stanno nascendo ETF a gestione attiva (che guardano ai fondi) e Fondi quotati a minor costo (che guardano agli ETF). Tuttavia, per la maggior parte degli strumenti, si può così sintetizzare:
–Gestione: di tipo dichiaratamente passivo per un ETF, che nella maggior parte dei casi replica il un benchmark di riferimento (S&P 500, Italia, mid cap, farmaceutici europei..). Nell'ETF non c'è una gestione attiva, come invece abbiamo (o dovremmo avere) su un fondo. Ma anche se la gestione è attiva, il gestore può discostarsi dal benchmark solo entro certi limiti.
–Quotazione: i fondi non sono quotati, e le decisioni di acquisto o vendita devono passare per un intermediario. Gli ETF al contrario sono negoziabili in ogni istante a borsa aperta. Basta un conto bancario on line.
–Prezzo: il prezzo di entrata e di uscita è chiaro per il fondo solo a posteriori, mentre il prezzo dell’ ETF è trasparente in ogni momento.
–Costi di gestione: semplici e chiari per gli ETF, possono essere molto articolati per i fondi (ingresso, uscita, switch, performance, gestione). Data la natura "passiva" degli ETF, i costi di gestione sono notevolmente inferiori. Considerando i soli costi di gestione annua, gli ETF costano mediamente il 50% in meno

MOLTI VANTAGGI PER GLI ETF

Facilità di gestione: la compravendita avviene on line, in tempo reale e senza intermediari. Su molte piattaforme è possibile mettere degli stop loss alle operazioni, in modo da uscire in automatico su improvvisi rovesci del mercato.
Nessun vincolo di acquisto: si può anche comprare una unità, non vi sono minimi. Questo rende più economico l'approccio di investimento per accumulazione, cioè l'acquisto di quote nel tempo. Si possono quindi mediare i prezzi di entrata, utilizzando risorse man mano disponibili.
Massima flessibilità nella costruzione di un portafoglio: con un portafoglio ETF in qualunque momento posso variare l'allocazione del portafoglio. Utilizzando magari strumenti al ribasso a copertura (hedging); o inserendo nel breve dei temi specifici in chiaro trend (un indice emergente, l'Oro, un settoriale particolare). Tutto molto semplicemente, con pochi click.

SOLO IL 14% DEI FONDI BATTE IL BENCHMARK A 3 ANNI
Ma è poi vero che i fondi gestiti attivamente rendono di più di un investimento passivo? Mediamente no. Secondo le indagini Mediobanca (vedi qui), ogni anno solo il 30% circa dei fondi batte il benchmark. La percentuale scende al 14% se si cumula su 3 anni, un periodo medio di detenzione di un fondo. In sintesi, per la stragrande maggioranza dei fondi di investimento l'equazione è piuttosto semplice: fondi performance
E trovare quel singolo Fondo su 7 che batterà il benchmark nei prossimi 3 anni non è proprio una cosa semplice a priori. Le performance passate sono garanzia di successo? No, come è giustamente sottolineato in qualunque brochure finanziaria. Da un punto di vista probabilistico, conviene quindi puntare su una replica passiva e assicurarsi il risparmio dei costi.