Costi ETF e scomposizione del T.E.R

Costi ETF e scomposizione del T.E.R

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Costi ETF

Per capire i costi di gestione di un ETF, la parola chiave è il T.E.R, Total Expense Ratio. È il valore che indica le spese di gestione del fondo. Secondo una ricerca a livello europeo, vale per l’intero mercato ETF in media lo 0,31% annuo, applicato in proporzione al periodo di detenzione.

Analogo risultato nel mercato USA, con un TER medio per gli ETF attorno allo 0,3%, ed in costante calo a seguito della proliferazione dell’offerta, e quindi della concorrenza tra i provider. Almeno sul fronte costi siamo allineati agli USA, mercato decisamente più avanti nello sviluppo degli ETF.

Nella costruzione del T.E.R vi sono diverse componenti, che possono essere così scomposte:

 

  • Le commissioni operative e di gestione:

    in pratica il guadagno che spetta al provider che ha “costruito” l’ETF (Lyxor, Ishares, ecc).

  • I costi indiretti: 

    commissioni di gestione indirette proporzionali e commissioni di ingresso/uscita dai sottostanti quando il fondo investe a sua volta in altri fondi

  • Le commissioni di negoziazione:

    ossia gli oneri connessi alle operazioni finanziarie effettuate dal gestore per conto del fondo nel processo quotidiano di gestione. Principalmente la compra-vendita di asset

  • I costi di distribuzione

    Costi addizionali prevalentemente connessi alla liquidazione dei dividendi

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Questo fa sì che diverse tipologie di ETF/ETC abbiano costi medi differenti, in funzione della natura del sottostante e dei costi associati per la sua specifica gestione. Possiamo delineare le seguenti linee guida:

 

  • Costi ETF obbligazionari

    sono generalmente i più economici (mediamente 0,2%), in quanto associati a strumenti con più bassi costi di negoziazione

  • Costi ETF azionari

    hanno un costo medio di 0,5%, con punte fino allo 0,9% per replicare alcuni mercati più difficili e periferici, come i frontier market.

  • Costi ETC semplici

    con sottostante il prezzo spot o il future delle materie prime, hanno costi medi sotto allo 0,5% in linea con gli azionari.

  • Costi ETF a leva o short

    sono generalmente i più costosi, in particolare quelli sulle materie prime (per i costi di rollover), che arrivano a sfiorare l’1%

 

I prodotti ad accumulazione, sia azionari che obbligazionari, sono leggermente meno costosi di quelli omologhi a distribuzione (che staccano dividenti). Questo  in quanto hanno meno costi di distribuzione associati.

Il TER del vostro ETF si trova sul sito del provider di riferimento, ma anche sul sito di Borsa Italiana nella sezione dedicata agli ETF.

Quindi una fonte di costo nettamente inferiore a quella di omologhi fondi di investimento. Ma un elemento da valutare nella costruzione di un portafoglio ETF profittevole nel lungo periodo.

 

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Riccardo Zarfati
onehourtrading.it